SALUTE. CELOTTI (PD): TROPPE CONTRADDIZIONI E SCARSI MIGLIORAMENTI
(ACON) Trieste, 26 ott - "La Giunta celebra risultati modesti
come fossero grandi successi e li usa per giustificare un piano
della rete oncologica che, nelle sue parti più importanti, deve
ancora essere attuato. È una contraddizione evidente. Il Fvg era
in cima alle classifiche nazionali per la qualità del servizio
sanitario, adesso i dati più positivi ci pongono dalla metà in
giù delle classifiche e ci vantiamo dei lenti miglioramenti". Lo
afferma in una nota la consigliera regionale Manuela Celotti
(Pd), intervenendo nel dibattito sulle liste d'attesa e sui tempi
degli interventi chirurgici oncologici resi noti nei giorni
scorsi.
"I progressi sono lenti e ci vedono scivolare nella classifica
nazionale, superati da regioni che in passato - sottolinea la dem
- registravano risultati peggiori dei nostri. Soprattutto, non si
può attribuire questo miglioramento a un piano della rete
oncologica regionale che deve ancora essere attuato nelle sue
parti più importanti".
Da due anni, continua, "denunciamo il rischio che la
riorganizzazione ridimensioni ulteriormente gli ospedali spoke,
sottraendo competenze chirurgiche fondamentali anche per
garantire il funzionamento della chirurgia generale e sostenere
l'attività dei Pronto soccorso. Una preoccupazione espressa anche
da numerosi esperti e società scientifiche".
Secondo Celotti, "siamo tutti in attesa di vedere se e quando si
concentreranno gli interventi oncologici più complessi come
fegato e pancreas, che nella nostra regione vengono eseguiti in
numeri ridotti e richiedono competenze altamente specialistiche,
in un unico centro regionale".
La consigliera domanda "perché invece di partire da qui si spinge
per togliere agli ospedali spoke attività chirurgiche essenziali,
come quelle sul colon, sul retto e sulla vescica, che
rappresentano anche patologie molto diffuse fra la popolazione".
Si chiede, inoltre, "come potremo garantire la tenuta dei pronto
soccorso, se nei presidi di base verranno meno le competenze dei
chirurghi".
Il piano oncologico, conclude Celotti, "non può e non deve
diventare lo strumento per indebolire ulteriormente la rete
ospedaliera. Il Friuli Venezia Giulia è già sotto gli standard
nazionali per posti letto e numero di ospedali rispetto alla
popolazione, oltre che per tasso di ospedalizzazione. Non
possiamo pensare di tagliare ancora posti letto e competenze
negli ospedali di base".
ACON/COM/aa